Criminologia e Sociologia

14 maggio 2012
Quella vita virtuale (e segreta) su Facebook

Quella vita virtuale (e segreta) su Facebook

 (“La Voce” di Rovigo 24.01.2012)

di Patrizia Trapella* e Luca Massaro**

Facebook e' la terza causa di divorzio in Inghilterra, un terzo dei casi e' dovuto al social forum in questione. Numerosi sono i comportamenti comunemente utilizzati come prova in giudizio: messaggi inappropriati inviati a persone dell'altro sesso; commenti malevoli riferiti (tecnicamente, “postati”) al proprio coniuge, sembra soprattutto nel caso di coppie separate; soffiate sul comportamento del marito o della moglie fatte da amici di facebook; partecipazione a giochi virtuali reinventando la propria vita sentimentale e non e il ritrovamento di vecchie amicizie o vecchi amori nel forum. A  rigor di riscontro statistico anche altri social forum sono chiamati in gioco quali ad esempio twitter and myspace, ma i numeri sono risibili se paragonati a quelli di Facebook.
Questo declamavano, qualche settimana fa,  i conduttori di diverse trasmissioni televisive e titolavano - non a caratteri cubitali - i giornali; ma non e' questa la vera notizia.
Negli ultimi mesi del 2009 un divorzio su cinque era riconducibile a Facebook - la notizia era del Telegraph; ma non e' ancora questa la notizia.
Qualche giorno fa e' stato pubblicato che in America scambiarsi la password di facebook e' considerata una sorta di prova d'amore - io controllo te e tu controlli me. E in Italia? Per ora aspettiamo a vedere cosa succede.
Ma proviamo a collegare il tutto.
Stiamo trasferendo progressivamente le nostre emozioni e i sentimenti in un mondo virtuale - sono in effetti pochi coloro i quali si incontrano in rete, si innamorano e suggellano il loro rapporto mediante un matrimonio o un’unione stabile - e siamo chiamati poi a risponderne a diverso titolo. Anche in sede giudiziaria. Sono diverse le interpretazioni del fenomeno che tuttavia dovrebbero essere ben ancorate a dati che non conosciamo: eta' dei fedifraghi, anni di matrimonio, situazione socio-economica, area geografica, presenza di figli … Possiamo pertanto esporre quelle piu' generiche e in punta di piede.
La prima e' che i rapporti di coppia sembrano sempre meno solidi e basati su sdrucciolevoli consapevolezze di conoscere bene se stessi e il coniuge che svaniscono di fronte alla semplice tentazione virtuale di essere noi stessi di nascosto all'amato/amata.
La seconda e' che emerge un nostro comportamento schizofrenico secondo cui da un lato rivendichiamo il rispetto della privacy in ogni dove e ci lamentiamo delle telecamere piazzate nel centro storico della città e dall'altro lato, di fatto, sbandieriamo i nostri segreti desideri in un social forum od offriamo la chance in un piatto d'argento ai nostri amici di facebook che non vedono l'ora di vivere minuti di celebrità' - come affermava Andy Warhol e non sottilizziamo ora sul numero dei giri dell'orologio - postando per primi la notizia in rete che affossa l'adultero o adultera.
La terza e' la piu' preoccupante. Facebook ci da' la possibilita' di vivere piu' vite parallele.
Non ci basta piu' una vita (o piu' vite reali).  Vogliamo anche una vita virtuale e, possibilmente, nascosta. Ma chi siamo allora veramente? O cosa siamo diventati?

Difficile dirlo in parole; tuttavia, possiamo ricordare che lo psicologo William James - fine ottocento -  diceva che abbiamo tante maschere quante sono le persone di cui temiamo il giudizio (o l’opinione) .

Da allora nulla è cambiato. Anzi. 

*avvocato penalista **medico legale con master in criminologia e psichiatria forense. Entrambi Membri della Harvard Associates in Police Science, Baltimore.